D.OFF – 31 agosto 2026, ore 21:15
FONDAZIONE IL VALLATO – MATELICA (MC)
Restituzione residenze artistiche
Irene Ferrara – DOVE IL GIALLO SI SFOGLIA
Di Irene Ferrara
Creato con Angelica Margherita
Interpreti Irene Ferrara e Angelica Margherita
Co-produzione Compagnia degli Istanti e Compagnia Arearea
Con il sostegno di MIC dip. Spettacolo dal vivo, Regione Toscana
Colore della luce, del calore, del miele e dello zafferano.
Colore dell’invidia e della gelosia, del vestito del traditore.
Il giallo è il colore di chi inganna e di chi viene ingannato.
Ingiallire, insudiciarsi, usurarsi. Ammuffire come i ricordi.
Il giallo è il colore del tempo che scorre, granelli dorati come attimi pregiati.
Il giallo nella letteratura è un genere narrativo che si incentra su un mistero, solitamente un crimine, e la sua risoluzione tramite un’indagine.
Giallo colore delle api, del polline.
Giallo come il sole disegnato dai bambini, e dagli adulti.
Un colore non può essere preso fuori dal tempo e dallo spazio.
Mi chiedo dunque: qual è il tempo del colore giallo? E lo spazio? Come si muove il giallo? Cosa dice, cosa vuole dire?

Francesca Gianelli – LUMII
Coreografia e interpretazione Francesca Gianelli
Coreografia selezionata dal bando Young Up!
Per le creature piccole, ogni soffio di vento è una turbolenza. Spaventate dai ruggiti del mondo ma, allo stesso tempo, spinte dal profondo desiderio di penetrarvi totalmente, tentano di uscire allo scoperto, corazzate e protette da goffi artifici. Abituate a vivere in uno spazio ridotto e protetto, ma ormai diventato prigione, muovono passi dapprima incerti e poi avidi e curiosi. Cadono, vengono schiacciate, si fanno male. La tentazione di tornare nel proprio nascondiglio è forte e contemporaneamente disperata: il ritorno a questo spazio sicuro, comodo, non condurrebbe ad altro che a una vita falsa, soffocata, senza rischio e quindi senza pienezza. Non resta che lanciarsi ed accettare di ferirsi, insinuarsi fra le crepe degli avvenimenti del mondo a caccia di bellezza, di verità. L’assolo “Lumii” è il racconto simbolico di questo buttarsi nel mondo; del tentativo di ciascuno di parlare, di esprimere e conoscersi in mezzo al rumore.

